Firenze 2015. Primo giorno!

Una giornata da ricordare. Oggi pomeriggio è cominciato il V Convegno ecclesiale nazionale. Tutta la Chiesa italiana è riunita a Firenze per parlare di Gesù Cristo e nuovo umanesimo. Cinque giorni di preghiera, confronto e comunione. Anche la nostra diocesi è presente nel capoluogo toscano. La delegazione ha raggiunto la città in treno, partendo di buon mattino da Napoli. In viaggio, i delegati hanno incontrato vescovi e rappresentanti di altre diocesi campane.

Nella Basilica del Santo Spirito, questo pomeriggio, la preghiera d’inizio. Poi tutti in processione, cardinali, vescovi e laici hanno attraversato la bellissima Firenze fino al Duomo, ma prima di entrare, ricco di emozione e suggestione è stato il passaggio attraverso il Battistero di fronte alla Cattedrale!
 

Prima di entrare in Duomo, uno dei nostri delegati, Luisa Ruotolo è stata intervistata dalla televisione dei vescovi TV 2000. Un riconoscimento significativo per la nostra piccola ma viva e bella diocesi.
 
Il cardinale arcivescovo di Firenze, Giuseppe Betori, ha accolto i delegati richiamando l’umanesimo ateo dell’uomo di oggi, le cui conseguenze sono drammatiche perchè l’uomo che vuole affermarsi senza Dio si perde e cade in forme orrende di disumanizzazione! Ma, ha detto Betori, uno sguardo di fede attento sa vedere anche oggi l’alba di una nuova aurora. Per questo non dobbiamo rinunciare al dovere di dire la verità sull’uomo contro le menzogne e le mezze verità!
Uno sguardo di fede sulla realtà non può ignorare ciò che semina lo Spirito Santo e scoprire nella cultura del nostro tempo i germi della fede, ha detto Betori.
L’arcivescovo di Firenze ha quindi citato la cupola del Duomo di Filippo Brunelleschi: noi siamo in cammino, ha detto Betori, verso Cristo, volto compiuto del disegno del Padre sull’umanità, pienezza di ogni uomo!
 
Di occasione irripetibile per i cattolici, ma anche per ogni uomo di buona volontà, ha parlato il sindaco di Firenze Daniele Nardella. Una città, ha detto il sindaco, è fatta di strade, case e servizi, ma senza un punto verticale, in cui si apre al trascendente, si prova del cemento necessario tra i mattoni. È questo, per Nardella, è la Cattedrale di Santa Maria del Fiore, tappa della processione. Il sindaco di Firenze ha parlato di sfida della cultura urbana che consiste nella capacità di uno sguardo di fede capace di vedere Dio che abita nelle piazze e nelle case. E per questo ha citato un suo illustre predecessore: il sindaco santo, Giorgio La Pira.
La Pira fu infatti un primo cittadino capace di indicare alla città di Firenze il destino che il Signore le assegnava nel mondo: diventare segno di  pace per le nazioni!
 
L’arcivescovo di Torino e presidente del Comitato preparatorio del Convegno, ha fatto la prolusione iniziale che ha praticamente introdotto l’incontro con Papa Francesco di domani.
Famiglia, scuola e lavoro sono tre stelle polari da cui non si può prescindere, ha detto Nosiglia, se vogliamo parlare seriamente di nuovo umanesimo!

Dopo il primo giorno, i delegati vanno a dormir stanchi ma felici: Raffaela è emozionata come una bambina al primo giorno di scuola, Luisa è felice per aver portato la Chiesa di Acerra in televisione, per don Giorgio oggi abbiamo fatto i primi passi di un cammino che durerà dieci anni. Il professore Riemma parla di miracolo dell’unità in un tempo frammentato e lacerato dall’indiividualismo. Sentire migliaia di delegati cantare all’unisono il Padre Nostro in Cattedrale lo conferma.