Papa Leone XIV pellegrino di pace a Pompei, Napoli e Acerra

L’8 maggio, nel primo anniversario della sua elezione, il Santo Padre sarà in visita pastorale al Santuario di Pompei e nella città di Napoli. Dopo quindici giorni, il 23 maggio, tornerà in Campania, ad Acerra, alla vigilia dell’anniversario dell’enciclica “Laudato sì” sulla cura della casa comune.

Il Santo Padre Leone XIV per due volte in Campania nel giro di quindici giorni, prima a Pompei e Napoli, l’otto maggio, nell’anniversario dell’elezione, e quindi il 23 maggio ad Acerra alla vigilia di un’altra ricorrenza, gli undici anni della Laudato sì, l’Enciclica sulla cura della casa comune di Papa Francesco. Si può vedere, ed è giusto farlo, questo duplice viaggio del Vicario di Cristo come un segno di predilezione verso una terra che rappresenta una sintesi particolarmente viva delle attese e delle speranze, nonché dei drammi e dei ritardi, che ancora ostacolano lo sviluppo armonico e lineare di un popolo in cui è sempre vivo il richiamo di una fede profonda. Come pastori della Chiesa, e in particolare delle tre diocesi che il Santo Padre visiterà nel mese di maggio, avvertiamo perciò forte, e con emozione, il privilegio della scelta di Papa Leone. Ma ciò che scorgiamo in questo segno di così grande attenzione, è qualcosa di ancora più profondo, perché chiama in causa e accresce la responsabilità nostra e delle nostre chiese che vengono a trovarsi al centro, in maniera così diretta e coinvolgente, nella linea di un pontificato che, giorno per giorno, esprime sempre più il suo carattere missionario per l’annuncio della gioia del Vangelo.

Pompei, Napoli e Acerra si rapportano, ognuna per sé e tutte insieme, ai momenti forti che il magistero di Papa Leone ha già fatto vivere e mostrato nei suoi contenuti più importanti e nelle sue prospettive più significative.

Un pontificato nato nell’inconfondibile segno mariano dell’otto maggio, giorno dedicato alla Supplica alla Regina del Santo Rosario di Pompei, subito evocata all’atto dell’elezione, insieme a tutti i cardinali partecipanti al conclave, e richiamata poi nel momento del primo saluto alla folla dalla Loggia della Basilica di San Pietro. Celebrare proprio nella città mariana, con la Santa Eucaristia e la recita della preghiera di San Bartolo Longo, il fondatore canonizzato il 19 ottobre, il primo anniversario dell’elezione dona alla ricorrenza il tono specialissimo di un profondo ringraziamento a Dio e di un tenero e delicato affidarsi alla Beata Vergine del Rosario, la preghiera che continua a scandire, in tempi così tormentati e difficili, l’incessante invocazione di pace.

Da Pompei a Napoli, a distanza di poche ore, Papa Leone si troverà, per la prima volta, a contatto con la realtà di una grande metropoli del sud, espressione in senso lato della complessità, ma anche delle nuove prospettive e speranze di un mondo in rapida e continua trasformazione. Più di ogni altra, in Italia e non solo, per la ricchezza e la varietà della sua storia, e la saldezza dei suoi legami con la sede apostolica – con l’impronta  missionaria della prima presenza di Paolo, approdato nel Golfo, a Pozzuoli – Napoli, antica capitale nel bacino del Mediterraneo, rappresenta il simbolo di un mondo nuovo in cui temi centrali come quelli dell’accoglienza, del lavoro, del divario sociale e dei fenomeni della malavita organizzata, hanno bisogno di superare e mettere definitivamente alle spalle l’ipoteca dell’emergenza. Città dei giovani e per questo fulcro di una creatività che spinge naturalmente al futuro, sulla scia di San Giovanni Paolo II, di Benedetto XVI e di Papa Francesco, Napoli si appresta ad accogliere a braccia e a cuori aperti Leone XIV, il primo missionario nella Chiesa di Cristo, il papa della “pace disarmata e disarmante”.

Acerra segnerà, a sua volta, la fase più originale e suggestiva di quella che si può considerare un’unica visita pastorale in due tappe. Il richiamo immediato è all’Enciclica di Francesco diventata, per la sua efficacia e la sua profezia, manifesto universale di tutti coloro che considerano la cura e la tutela del creato un impegno fondamentale e perciò irrinunciabile per il futuro dell’umanità.  La Terra come casa comune e accogliente per il genere umano non può che essere il riflesso di un’umanità più solidale e legata dai vincoli di quella fraternità universale più volte evocata dal compianto Papa Francesco. La devastazione dell’ambiente, proprio come testimonia la “Terra dei fuochi”, non riguarda solo l’incuria e lo sfruttamento del creato, ma porta a corredo una serie vasta e diffusa di mali sociali che impediscono e stroncano sul nascere prospettive di un reale sviluppo.

Sono proprio questi i terreni sui quali la speranza non può farsi da parte ed è chiamata anzi ad espandersi, contando innanzitutto sulla forza del Vangelo, sul coraggio dei giovani e sulla testimonianza dei cristiani.

È questo, nello straordinario annuncio del viaggio pastorale di Leone XIV in Campania, il nostro accorato appello, mentre il nostro profondo Grazie al Santo Padre è pieno di un orizzonte di salda speranza.

19 febbraio 2026

Card. Domenico Battaglia
Arcivescovo di Napoli

Mons. Tommaso Caputo
Arcivescovo Prelato di Pompei

Mons. Antonio Di Donna
Vescovo di Acerra