Papa Leone ad Acerra

VISITA DI PAPA LEONE AD ACERRA

PER INCONTRARE LE POPOLAZIONI DELLA “TERRA DEI FUOCHI”
IN OCCASIONE DELL’UNDICESIMO ANNIVERSARIO DELLA LAUDATO SI’

 SABATO 23 MAGGIO 2026

A undici anni dalla Lettera enciclica Laudato si’ sulla cura della casa comune, papa Leone celebra l’anniversario il prossimo il 23 maggio 2026 ad Acerra, al centro dei territori inquinati tra Napoli e Caserta.

Il Pontefice conferma e realizza un desiderio di papa Francesco che sorvolando quelle terre nel 2014 – aveva confessato in un libro intervista – fu «un fatto puntuale» che «mi commosse e da allora fu un crescendo attraverso le notizie, una presa di coscienza lenta».

La presenza di papa Leone nelle nostre terre, e in particolare nella diocesi di Acerra, è una «grazia speciale» dichiara il vescovo Antonio Di Donna, perché «il Papa viene ad ascoltare insieme ai vescovi, soprattutto delle diocesi più colpite dall’inquinamento, le sofferenze della nostra gente, e a ricordare le altre Terre dei fuochi d’Italia».

La Visita è perciò «per noi un evento storico che ci riempie di gioia, una iniezione di fiducia e di speranza per le famiglie, in modo speciale quelle dei bambini e dei ragazzi colpiti dalla malattia».

E di sicuro «darà nuova linfa al cammino che le diocesi della Conferenza episcopale campana stanno già facendo da anni per educare i cristiani, adulti e bambini, alla giustizia, alla pace e alla salvaguardia del creato» aggiunge il presule per il quale l’anniversario della Laudato si’ ad Acerra è una esortazione a «verificare lo stato di accoglienza di quel profetico documento».

Ancora di più alla luce anche del pellegrinaggio giubilare della speranza che l’anno scorso le diocesi più colpite dall’inquinamento tra Caserta e Napoli hanno vissuto attraversando a piedi in preghiera quei territori e ricordando insieme nell’ultimo del cammino di sei giorni, dal 16 al 24 maggio 2025, i dieci anni dalla pubblicazione dell’enciclica sulla cura della casa comune.

La visita del Papa è anche «un appello alle Istituzioni perché finalmente venga fatta verità e soprattutto garantito uno sviluppo vero alle nostre terre, con al centro l’uomo integrale e compatibile con la originaria vocazione agricola archeologica e turistica» conclude monsignor Di Donna invitando «tutti a pregare» per questo «momento speciale di grazia».