Visita Pastorale di Papa Leone XIV ad Acerra per incontrare la popolazione della Terra dei fuochi
Sabato 23 maggio 2026
I DISCORSI
Cattedrale
Discorso del Vescovo di Acerra Antonio Di Donna
Cattedrale
Discorso del Santo Padre Leone XIV
Piazza Calipari
Saluto del Sindaco di Acerra dott. Tito d’Errico
Piazza Calipari
Discorso del Santo Padre Leone XIV
Piazza Calipari
Ringraziamenti del Vescovo di Acerra Antonio Di Donna
Preghiera di Papa Leone sul creato
Canzone di Don Mimmo Iervolino “Si sta terra”
Il Vescovo di Acerra ha donato al Santo Padre due preziosi ricordi legati a S. Alfonso Maria de Liguori, patrono della diocesi: una statua del santo e una lettera olografa.
La statua di S. Alfonso Maria de Liguori, realizzata interamente a mano secondo la tradizione artistica napoletana, lo raffigura mentre compone una delle sue opere di teologia morale, che ne hanno fatto il Dottore della Chiesa e patrono dei confessori.
Soprattutto la lettera olografa del Santo, custodita nel Museo Alfonsiano diocesano, reliquia di straordinario valore spirituale e storico.
L’epistolario di sant’Alfonso Maria de’ Liguori è una testimonianza viva della sua missione pastorale: attraverso le lettere il santo offriva vicinanza, consiglio e conforto, soprattutto ai poveri e agli abbandonati. La sua scrittura, attenta alle necessità di ciascuno, rendeva la fede accessibile, misericordiosa e profondamente umana.
Tra queste, la missiva del 30 ottobre 1753, scritta a Nocera de’ Pagani in un momento cruciale per la giovane Congregazione del Santissimo Redentore. Dopo l’approvazione pontificia del 1749, mancava ancora il regio exequatur del re di Napoli. Alfonso cercò allora nuovi canali di mediazione, rivolgendosi alla mistica suor Maria Angela del Divino Amore, influente presso la regina. Nella lettera chiese a don Luigi Sagliano di sollecitare l’intervento della religiosa. L’approvazione definitiva arriverà solo oltre quarant’anni dopo, ma questi tentativi contribuirono a creare un clima più favorevole verso la Congregazione.
Questa eredità spirituale e storica è custodita nel Museo diocesano di S. Alfonso ad Arienzo (CE), inaugurato nel 2018 da mons. Antonio Di Donna, nel palazzo vescovile dove il santo visse per nove anni come vescovo di Sant’Agata de’ Goti, la cittadina infatti, apparteneva alla diocesi di sant’Agata de’ Goti, di cui era vescovo.
Il Museo conserva cimeli, lettere e reliquie; cuore della casa è la cappella, con l’altare su cui Alfonso celebrava e che fu teatro di eventi mistici, come la bilocazione al capezzale di papa Clemente XIV.


