Tu sei l'amato   versione testuale








 

12 gennaio 2020 – Battesimo del Signore

Questa festa è una ulteriore manifestazione di Gesù: abbiamo celebrato la manifestazione ai poveri, ai pastori, nella sua nascita (Natale), poi a tutti i popoli (Epifania) e oggi a Israele sulle rive del Giordano.

Giovanni sta predicando un battesimo di penitenza, di conversione (cf Lc 3,1-6), chi va da lui si riconosce peccatore, viene invitato a cambiare vita, a non commettere più i peccati (cf Lc 3,7-14). Tra questi si presenta anche Gesù. Lui, che è senza peccato, si mette in fila tra i peccatori, «prende parte alle nostre debolezze» (Eb 4,15), vuole essere solidale con noi: «egli stesso è stato messo alla prova in ogni cosa come noi, escluso il peccato» (Ibid.). «Lui che non aveva commesso peccato, si è fatto peccato per noi» (2Cor 5,21). Il Santo scende tra i peccatori per far diventare i peccatori santi!

Giovanni voleva impedirglielo, lui che ha atteso il Messia e ha preparato la strada, adesso se lo ritrova davanti come uno dei tanti peccatori: «Tu vieni da me?» - gli dice. Dio ci sorprende sempre, va sempre oltre le nostre aspettative, S. Paolo dice che può fare molto di più di quanto noi possiamo domandare o pensare (cf Ef 3,20).

Il Battista, che grida, rimprovera, annuncia la punizione divina (cf Mt 3,7-10), non avrebbe mai immaginato di vedere il Messia abbassato davanti a lui per ricevere il suo battesimo: «Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te». Non capisce questo modo di fare di Dio, come spesso non capiamo noi. Dio non è come lo immaginiamo ma come ce lo ha fatto vedere Gesù: «Dio nessuno lo ha mai visto: proprio il Figlio unigenito, che è nel seno del Padre, lui lo ha rivelato» (Gv 1,18). Dio è Padre misericordioso (cf Lc 15,11ss), è Maestro che lava i piedi ai suoi discepoli (cf Gv 13,1ss), è amore che ama fino alla fine (cf Lc 23,34); è servo che «non spezzerà una canna incrinata, non spegnerà uno stoppino dalla fiamma smorta; proclamerà il diritto con verità» (Is 42,3). Perciò Gesù sta lì e insiste: «conviene che adempiamo ogni giustizia». Sono le prime parole di Gesù nel Vangelo di Matteo e sono il programma della sua vita, la sua missione: «sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato» (Gv 6,38).

Giovanni lo battezza, si apre il cielo e lo Spirito scende su di lui, il Padre fa sentire la sua voce: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento». Il Padre dichiara il suo amore per il Figlio, si rallegra per lui, si compiace vedendolo compiere la sua volontà, come un padre si rallegra guardando il proprio figlio, gioendo per le soddisfazioni che gli dà.

Il battesimo di Giovanni è diverso da quello di Gesù, lui stesso aveva detto: «Io vi battezzo con acqua… Egli vi battezzerà in Spirito Santo e fuoco» (Lc 3,16).

Quando siamo stati battezzati anche per noi si sono aperti i cieli e lo Spirito Santo è sceso su di noi e ci ha fatti figli di Dio. Anche per noi il Padre ha detto: Tu sei mio figlio, l’amato! Il battesimo ci ha resi figli nel Figlio Gesù, liberi dal peccato, pieni di grazia, forti per camminare sulla via dell’amore, santi per vocazione (cf Rm 1,7). Permettiamo a Dio di pronunciare ogni giorno su di noi queste parole, fidiamoci di lui, affidiamoci a lui, amiamoci come Lui ci ama (cf Gv 15,12).

A chi pensa di essere stato dimenticato da Dio, a chi pensa di non interessare a nessuno, a chi pensa di non poter essere mai amato/a, a chi immerso nei suoi problemi non vede via di uscita, a chi pensa che le sue gioie bastino per tutta la vita e si illude di poter fare a meno di Dio, diciamo con la nostra vita, amandolo concretamente, che è prezioso agli occhi di Dio, è degno di stima ed è amato (cf Is 43,4).

don Alfonso Lettieri

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