Abbiamo visto spuntare la sua stella   versione testuale








 06 gennaio 2020 – Epifania del Signore

 

Celebriamo oggi l’Epifania la manifestazione del Signore a tutti i popoli, questi rappresentati dai Magi.

I tre re cercano il re che è nato, hanno visto spuntare la sua stella: ogni volta che nasce una persona spunta una stella, per i personaggi importanti è più luminosa – questo pensavano in quel tempo. In questi giorni di Natale abbiamo visto che il Bambino non ha fatto altro che attirare a sé: gli angeli vanno sulla grotta e cantano, i pastori vanno a vedere l’annuncio che hanno ricevuto. Da quella notte è iniziata una processione che continua fino ad oggi. L’aveva profetizzata già il profeta Isaia: «Cammineranno le genti alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere» (I lettura); così pure il Salmo: «Tutti i re si prostrino a lui, lo servano tutte le genti». In questa processione oggi ci siamo inseriti pure noi, anche noi siamo venuti perché abbiamo visto una luce, quella della Parola che illumina i nostri passi (cf Sal 119,105), ci è stata data una buona notizia: è nato per noi il Salvatore, il Cristo Signore (cf Lc 2,11).

I Magi si lasciano guidare da una luce per trovare la Luce vera che illumina ogni uomo (cf Gv 1,9). Hanno saputo leggere i segni e si sono messi in cammino. Seguono la stella, cercano il re e perciò vanno a Gerusalemme, lo cercano nella reggia, in un luogo degno, però lì non lo trovano. Ma non si fermano, continuano il cammino e arrivano a Betlemme, lì trovano «il re che è nato», non in un palazzo, ma in una stalla e «si prostrarono e lo adorarono». Il loro è un cammino di conversione che li porta a conoscere il modo di rivelarsi di Dio, il suo modo di agire, i suoi criteri, le sue vie molto diverse da quelle del mondo.

Arrivati a Gerusalemme si potevano fermare lì, sicuramente Erode avrà detto loro che è lui il re dei Giudei, potevano dare a lui i loro doni, adorare lui, ma sono andati oltre, il potere del mondo non ha appagato il loro desiderio, non ha ostacolato il loro cammino. Davanti a quel bambino posto in una mangiatoia, potevano tirarsi indietro, restare delusi: “come può un re nascere in paese sperduto e così povero?!". Invece riconoscono in quel bambino il Signore degno di adorazione, si sono “sintonizzati" sul modo di agire di Dio: Lui è Onnipotente, ma si rivela nella piccolezza di un bambino, ha creato tutto, ma viene nel mondo senza niente, bisognoso di tutto.

Ecco questo è il nostro Dio, fattosi uomo per farsi conoscere, per farci vedere quanto ci ama.

Erode resta turbato alla notizia della nascita del re, ha paura di perdere il potere e per difenderlo ha fatto già uccidere i suoi figli e ordinerà la strage dei bambini. È chiuso nella sua sete di potere e non ascolta né vede altro.

I capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo conoscono bene le Scritture, sanno dove nascerà il re, lo dicono ai Magi, ma loro restano fermi a Gerusalemme invece di correre verso questo Bambino che è nato, verso il Messia che stavano aspettando; sono fermi, inchiodati al loro sapere, esperti delle Scritture, ma incapaci di metterle in pratica.

E noi? Ci siamo messi in cammino come i Magi? Qual è la stella che stiamo seguendo? La parola che ascoltiamo ogni volta che veniamo a Messa, illumina la nostra vita, tentiamo di viverla ogni giorno, in ogni cosa che facciamo, o ci accontentiamo come gli scribi solamente di conoscerla? Chiediamo a Gesù di essere aperti al dialogo con lui e con i nostri fratelli, a lasciarci sorprendere dalla novità del suo amore, senza rimanere testardamente chiusi nei nostri modi di pensare, di non accontentarci delle nostre “luci", ma di cercare la vera luce.

I Magi portano dei doni: oro per il re, incenso per Dio e mirra per l’uomo. Cosa portiamo noi stamattina al Signore? I Magi nella stalla di Betlemme hanno trovato un bambino, hanno riconosciuto il re e l’hanno adorato, anche noi stamattina possiamo adorare lo stesso bambino, Dio fatto uomo, possiamo piegare le nostre ginocchia davanti a Lui realmente presente nell’Eucaristia, possiamo portare il nostro oro: le nostre buone azioni, l’amore che abbiamo messo in tutto ciò che abbiamo fatto, il nostro amore per lui nella concretezza dell’attenzione ai poveri, agli ammalati, agli anziani, a chi ha bisogno di una parola di speranza, di conforto, la pazienza nel vivere e sopportare gli affanni della vita, la gratitudine per tutto ciò che abbiamo ricevuto. Offriamo l’incenso delle nostre preghiere, della nostra adorazione, della nostra fede in Lui. Offriamo la mirra della nostra fatica quotidiana, delle nostre preoccupazioni, degli affanni della vita, delle nostre sofferenze e di quelle di tante persone. Il Signore accoglie i nostri doni e ci dona in cambio se stesso.

I Magi, dopo aver adorato Gesù, «per un’altra strada fecero ritorno al loro paese» (Mt 2,12).

L’incontro con Gesù non ci lascia mai come prima, ci fa percorrere nuove strade segnate dal suo amore.

Questi tre uomini fanno un lungo viaggio e arrivano alla meta guidati dalla luce della stella.

Ogni cristiano, ognuno di noi venuto a Messa, deve essere una piccola stella che indica la presenza di Gesù, la luce è sua, non viene da noi, più stiamo con Lui, più lo conosciamo, più lo accogliamo nella nostra vita e più splendiamo della sua luce e possiamo guidare altri per le sue strade, all’incontro con Lui!
 
d. Alfonso Lettieri
 

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