Gaudete   versione testuale








15 dicembre 2019 – III domenica di Avvento – A

 

La liturgia di oggi ci dice di gioire, di rallegrarci. Non è un semplice invito, ma un imperativo: Gaudete! Capita di non trovare motivi di gioia nella nostra vita per diverse ragioni: per un periodo difficile, perché non si realizza un nostro desiderio, a causa di difficoltà in famiglia, problemi di lavoro, di salute, incomprensioni… E allora allarghiamo il nostro orizzonte, accogliamo l’invito a rallegrarci nel Signore (cf Fil 4,4), a cercare la gioia in Lui (Sal 36,4); non cerchiamo solo quella che viene da noi, da come stiamo e da ciò che abbiamo e allora troveremo tanti motivi per gioire. Il primo è che il Signore è vicino (Fil 4,5), colui che attendiamo sta arrivando. Ascoltando la parola troviamo tutti i motivi validi per essere lieti: il Signore è fedele, rende giustizia, dà il pane, libera, ridona la vista ai ciechi, rialza chi è caduto, ama i giusti, protegge i forestieri, sostiene l’orfano e la vedova, sconvolge le vie dei malvagi.

 

Giacomo ci invita a rinfrancare i cuori, ci dice che per la vera gioia è necessaria la pazienza dell’agricoltore che attende il frutto della terra: il saper attendere, la costanza è dei saggi, di chi punta in alto e non si accontenta del minimo.

 

Noi non di rado ci lasciamo rubare la gioia troppo in fretta, talvolta da niente: per un esame da fare, per una incomprensione, per una cosa che non trovo… «Il grande rischio del mondo attuale, - dice il Papa – con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata» (EG 2). Lasciamoci riempire il cuore dalla gioia del Signore, questa niente e nessuno la potrà rubare. Infatti «La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia» (EG 1).

 

Camminiamo su quella strada di cui parla Isaia, la via della santità, irrobustiamo le mani fiacche, cioè lavoriamo meglio per il bene, con amore, per la pace affinché tutti possano gioire. La gioia del Signore sia la forza della nostra vita, sia presente sui nostri volti, sia il nostro annuncio del Vangelo. Questo richiede una vera conversione, una vera conoscenza di Dio liberandoci da quelle false immagini che si possono insinuare nel nostro cuore. Lo stesso Giovanni che ha annunciato un Messia severo, giudice, pronto a spazzare via i nemici, ad abbattere tutti gli alberi cattivi, a bruciare con un fuoco inestinguibile (cf Lc 3,17), deve confrontarsi con colui che parla di misericordia, che mangia con i pubblicani e i peccatori, fino al dubbio: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». E Gesù gli manda a dire quello che fa, invita a guardare, a valutare i fatti, non dice semplicemente sì: il Signore non costringe nessuno, lascia liberi, davanti a Lui ognuno deve liberamente decidersi.

 

Anche noi siamo chiamati a guardarci attorno, a vedere l’opera che Dio compie, a saper apprezzare le piccole cose, i germogli di nuove primavere che sbocciano e già portano la speranza e la gioia del Signore. Tra questi germogli, richiamo quello dei giovani per la difesa del creato, partito da Greta Thumberg e allargatosi in tutto il mondo con i Fridays For Future. I giovani ci richiamano ai nostri doveri, ad aprire gli occhi sulla situazione attuale dell’ambiente e fare scelte sagge per salvaguardarlo.

 

Ci prepariamo al V anniversario della Laudato si’, una enciclica che tutti dobbiamo riprendere o leggere se non l’abbiamo ancora fatto, un impegno per il Creato che ci vede in prima linea a partire dalle nostre case per il bene della Casa comune.

 

don Alfonso Lettieri 

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