Una nuova primavera   versione testuale

Nella Parrocchia Sant'Alfonso di Acerra









Il 21 marzo 2021 la parrocchia sant'Alfonso Maria de' Liguori compie 50 anni di attività pastorale. Il primo giorno di primavera di quarantotto anni fa monsignor Vittorio Longo, amministratore apostolico della diocesi di Acerra, affidò la cura della nuova comunità al suo parroco, don Giancarlo Petrella. 
Lo incontriamo una mattina del caldo ottobre appena terminato seduto alla scrivania del suo ufficio. Con l'umiltà che lo caratterizza ci tiene subito a precisare che «non si tratta di pensare a questi cinquant'anni tanto in riferimento al mio parrocato quanto alla parrocchia e al suo cammino».
Eppure, al termine di un'ora intensa di colloquio, è evidente quanto affermò il vescovo Antonio Di Donna durante la celebrazione per il 50° di ordinazione sacerdotale nell'estate del 2018.
Il presule, ringraziando il Signore «per la lunga fedeltà di don Giancarlo al sacerdozio, alla Chiesa, e soprattutto al popolo che Dio gli ha affidato in questi cinquant'anni», disse che «è impossibile comprendere il prete a prescindere dalla comunità. Pastore e popolo si plasmano infatti a vicenda in un rapporto stretto». 
La Visita pastorale, che proprio il vescovo Antonio Di Donna ha compiuto in parrocchia dal 21 al 30 ottobre, è perciò un'occasione preziosa per fare il «punto della situazione», tracciare un «bilancio» di questo lungo tempo, «dissodare il terreno e seminare per gli anni a venire», ci dice don Giancarlo. E in questa «memoria del passato con lo sguardo al futuro», egli non rinuncia a «sognare», perchè l'idea di campare di rendita non lo sfiora neanche, tanto che dopo cinquant'anni ha il coraggio di interrogarsi: «cosa è rimasto?».
Ma allo stesso tempo è pronto a gettare ancora le reti e prendere il largo, «sereno» e consapevole che «il Signore mi sosterrà come ha sempre fatto».
E ricorda quando al primo anno di teologia, lui «giovane riservato e già provato» dalla perdita prematura dei genitori, confessando la propria sensazione di inadeguatezza di fronte alle «tante cose che facevano gli altri», si sentì rispondere in maniera decisa dal suo padre spirituale: «Il Signore farà per te!».
Poi continua commosso: «Quando monsignor Longo mi affidò la parrocchia mi portò lui stesso i paramenti, c'erano solo una cinquantina di sedie di paglia, in quello che oggi è il salone parrocchiale  celebravamo la Messa.
Guardando la parrocchia com'è adesso ci si rende conto di quanto abbia fatto il Signore per noi, soprattutto circondandomi di tante belle persone: prima don Gennaro Pascarella, poi don Luigi Razzano, oggi don Ciro Barbato e don Antonio Insidioso, e poi le suore della Presentazione di Maria al Tempio, tanti laici e laiche che ancora collaborano». 
Dopo 50 anni di ministero, don Giancarlo sente ancora la «grave responsabilità» di «suscitare interesse per il Signore», con le sollecitazioni che gli vengono pensando a «fatti» che ad uno sguardo superficiale potrebbero sembrare solo «coincidenze», e invece nel loro significato più autentico potrebbero rimandare al «dito di Dio». 
E di fronte allo smarrimento, al «disinteresse» crescente della gente nei confronti di Dio – «oggi le persone accettano di ricevere i sacramenti quasi come se ti facessero una cortesia, con l'unico obiettivo di ottenere il certificato e fare la festa» – don Giancarlo ripercorre le «date» che hanno segnato la nascita della comunità di sant'Alfonso in quello che è ancora per molti il quartiere della Madonna delle Grazie ad Acerra.
È l'11 ottobre del 1970 quando monsignor Longo posa la prima pietra della Chiesa, mentre si completano gli altri lavori, e don Giancarlo pensa ad un altro 11 ottobre, quello di otto anni prima: a Roma san Giovanni XXIII apre il Concilio Vaticano II: «una nuova primavera della Chiesa».
Il 21 marzo del 1971, primo giorno di primavera, segna praticamente l'inizio dell'attività pastorale della parrocchia di sant'Alfonso ad Acerra, una delle prime chiese fatte secondo i canoni liturgici e strutturali che il Concilio aveva indicato. 
Oggi, di fronte alle sfide di un tempo certamente tra i più complicati per la Chiesa, costretta a fronteggiare attacchi esterni e pericoli interni, il mite e riservato sacerdote non rinuncia con coraggio a sognare anch’egli «una nuova primavera per la Chiesa del nostro territorio».
 
 
 
 

Piazza Duomo 7 - 80011 Acerra (NA) - Tel/Fax 081 5209329 - ced@diocesiacerra.it