La Chiesa   versione testuale







La nuova chiesa dell’Annunziata nasce dalla «necessità e un’urgenza notate nel giugno del 1985, quando già sono sorti i 6 fabbricati della “219" e alcuni cantieri per le case delle cooperative», racconta il parroco. Dopo diversi passaggi burocratici e legislativi, e «non poche difficoltà ad individuare e comprare il terreno per costruire l’edificio di culto», all’inizio del 1993 viene individuata una particella a Via Pigna di proprietà del Comune, che la cede alla parrocchia. L’anno dopo, vengono cedute dal Comune altre due vicine. Alla fine del 1994 la Conferenza episcopale italiana approva il progetto e nel 1995, dopo la concessione edilizia del Comune, viene posata la prima pietra dal vescovo monsignor Antonio Riboldi. Il 23 dicembre 2001, quarta domenica di Avvento, la Chiesa viene consacrata e aperta al culto dal vescovo monsignor Giovanni Rinaldi.

«Grazie a Dio disponiamo di una struttura che ci permette di fare tante cose», dice don Tommaso. L’edificio si sviluppa in verticale. Nel piano sopra l’Aula insistono intorno gli alloggi: per il parroco, il viceparroco e il vescovo quando fa visita alla parrocchia. «Due appartamenti sono stati destinati al servizio docce e ad altre attività della parrocchia, visto chesono rimasto ad abitare nella mia casa di origine, a 300 metri da qui», confida don Tommaso prima di scendere veloci al seminterrato, dove c’è il teatro parrocchiale: «ogni anno ospitiamo una rassegna con compagnie di Napoli e province, il ricavato va alle diverse iniziative, così che con una piccola offerta diamo cultura al territorio».

Già, la cultura! Oggi «si legge poco», esclama il parroco filosofo, che dopo la prima messa, nel 1970 quando non c’era ancora l’8 x mille, decide di iscriversi al corso di laurea in Lettere e filosofia. Dal 1973 al 1989, anno in cui va in pensione dalla scuola, insegna Lettere alle statali. Intanto nel 1980 è nominato parroco dell’Annunziata – allora la Chiesa sorgeva dove oggi c’è la parrocchia san Nicola di Bari.

Il mio desiderio è che la parrocchia possa diventare «focolaio di cultura: è una delle mie continue preoccupazioni», confida il parroco prima di salutarci mostrandoci la stanza dove ha messo su una bibliotecacon oltre 4.000 testi per i suoi fedeli, soprattutto i giovani. 

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